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Lotto 39 - Asta Live 691

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12.000,00 EUR


GIULIO II (Giuliano della Rovere), 1503-1513. Doppio fiorino di camera.

IVLIVS II LIGVR PM Busto a d., con stolone ornato da due figure e fiorami con grossa fibbia rotonde con il volto del Redentore. R/ NAVIS AETERNAE SALVTIS. I due Apostoli, nimbati, seduti nella navicella volti a s.: S. Pietro recupera le reti sommerse da onde e S. Andrea tiene il timone a remo. MIR. 545. CNI. 4. Munt. 4. Berman 556. Rarissimo. g. 6,79. Diam. mm. 25,93. Oro. Impercettibili graffi. SPL/q.FDC

Note

Con cartellino Santamaria (acquisto del 1972).

Nato ad Albissola, in provincia di Savona, papa Giulio II volle orgogliosamente rimarcare la sua origine ligure nella legenda di questa moneta (IVLIVS II LIGVR). Lo splendido conio, opera molto probabilmente dell’incisore Pier Maria da Pescia, evidenzia la forte personalità di questo pontefice che i contemporanei definirono “energico e terribile”, quasi più un principe temporale che un uomo di chiesa. Abile politico, si dedicò a rinforzare la potenza dello Stato pontificio; fu anche ricco protettore di artisti tra cui Michelangelo, Raffaello e Bramante., Durante il pontificato di Giulio II, tra la fine del 1508 e l’inizio del 1509 l’appalto della zecca di Roma passò dallo zecchiere Antonio Segni, allontanato per sospetta infedeltà, alla Compagnia Fugger, una potente famiglia di uomini d’affari tedeschi che già dal 1495 avevano aperto una filiale della loro banca nella città dei Papi. Il loro simbolo sulle monete è un tridente, scherzosamente chiamato dai contemporanei “forchetta”.

La concessione dell’appalto della zecca ai Fugger venne revocata nel gennaio 1515 da papa Leone X, che la assegnò alla Corporazione della nazione fiorentina residente a Roma.



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